Come già abbiamo avuto modo di approfondire, una gestione appropriata del patrimonio forestale necessita di politiche uniche e di coordinamento. Uno studio dello IUFRO (International Union of Forest Research Organization) mette in evidenza che la ricerca di nuove politiche internazionali per la sostenibilità delle foreste, non farebbe altro che complicare la situazione, piuttosto che risolverla.
Nel corso degli ultimi anni, infatti, si è verificata la crescita esponenziale del numero dei trattati e delle organizzazioni coinvolte nella gestione del patrimonio forestale mondiale. Inoltre, la comunità internazionale spende miliardi di dollari per la promozione di nuovi programmi relativi alle sostenibilità delle foreste. Nonostante tali sforzi, è stato stimato che, ogni anno, vanno distrutti 13 milioni di ettari di foreste.
Dove risiede dunque il problema? Secondo il report dello IUFRO dal titolo “Embracing complexity: Meeting the challenges of international forest governance. A global assessment report”, le molteplici iniziative globali contribuiscono alla complessità della politica gestionale del patrimonio forestale, creando un ulteriore problema. Nel report nello specifico si parla di regime politico complesso intendendo un insieme di politiche che comprendono, da un lato, gli strumenti legali internazionali, come la Convenzione sulla Diversità Biologica, e dall'altro, un numero crescente di linee guida e risoluzioni derivanti dal settore privato del volontariato e dalle pratiche standard delle Ong.
Di fronte a questa complessità, lo IUFRO cerca di trovare una soluzione con l'approccio denominato Forest+, il quale consiste in cinque passi fondamentali: in primo luogo, assicurare il dialogo a tutti i livelli sia locale che internazionale; cercare una coordinazione tra le organizzazioni e gli strumenti politici, tramite la condivisione di informazioni; il terzo passo consiste nel combinare le iniziative esistenti senza crearne di nuove; promuovere la partecipazione degli stakeholder nel processo decisionale; e infine, coordinare il lavoro accademico e dei think tank con quello dei decisori politici.