Le Vacanze Eco
sembrano essere tra le tendenze di questa estate 2010.
Merito di una più diffusa
sensibilità ecologica,
il fenomeno dell’ecoturismo è sempre più in crescita tra gli italiani. Precisamente
col termine ecoturismo
si intende una forma di viaggio responsabile, che si
interroga sulle conseguenze dello sfruttamento dei
luoghi e sceglie mete verdi
a basso impatto ambientale.
Gli
agriturismi (simbolo della eco vacanza) sono
senza dubbio i più richiesti per chi sceglie una meta a
contatto con la natura. Inoltre il principale
obiettivo degli “ecoturisti” è la ricerca di una
villeggiatura economica, ovvero il giusto
compromesso tra natura e portafoglio.
Questo è
quanto emerge dalla ricerca condotta da Agriturist
(Confagricoltura), secondo cui quest’anno si consolida
anche la richiesta di vacanze a cavallo, una
proposta tipicamente agrituristica che oltre tutto
comporta una spesa aggiuntiva non trascurabile.
Secondo
Agriturist questo è il segno che pur essendo diffusa la
necessità di contenere le spese, i servizi peculiari
dell’agriturismo restano un solido punto di forza
nell’attirare gli ospiti.
E’ infine
in crescita rispetto allo stesso periodo dello scorso
anno la richiesta di agriturismi vicino al mare,
che bene si sposa con l’idea di spendere meno evitando
il soggiorno nelle più costose località balneari.
In ogni
caso, le campagne volte a esporre i problemi legati all’inquinamento
hanno fatto si che il settore del turismo ecologico
abbia subito una netta crescita ed un aumento di
fatturato.
La
Coldiretti afferma che dopo il mare e la montagna, le
preferenze ricadrebbero su una tipologia di vacanze che
predilige il contatto con la natura (38%), il
relax e tranquillità (13,7%), le tradizioni culturali,
folcloristiche ed enogastronomiche (12,6%), sport
(trekking, mountain bike, birdwatching, sci,
equitazione, climbing) e attività all’aria aperta
(9,9%).
Essendo in
forte aumento la domanda anche l’offerta del settore si
è adeguata, sono sempre più numerosi i tour operator che
offrono escursioni in riserve naturali, nei
parchi e in aree rimaste intatte e pulite. Come pure
si moltiplicano le formule per salvaguardare i luoghi
turistici, fissando ad esempio un tetto massimo di
visitatori.
E se si
vuol essere sicuri che gli operatori si preoccupano
realmente della difesa del territorio, ci sono le
certificazioni di qualità che le strutture devono
possedere.
Tra le certificazioni
europee abbiamo la Ecolabel,un marchio di qualità ecologica per le strutture che hanno ridotto
il loro impatto ambientale: sono 37 i criteri
obbligatori da rispettare per ottenerla.
Un altro
elemento da tener presente è la certificazione
ISO14001 che identifica alcuni parametri di
riconoscimento dell’attenzione per l’ambiente: in Italia
almeno 550 strutture la possiedono.
E ancora,
la Emas che si applica anche a località
turistiche e aree territoriali e misura l’attività di
tutela e valorizzazione ambientale.
E’ insomma
possibile fare dell’ecoturismo una vera e proprio
filosofia di vita: di opportunità se ne hanno a
sufficienza sia in Italia che all’estero.
Certamente è auspicabile
che questo tipo di vacanze ecologiche
possano
rappresentare anche un motivo di riflessione circa il
rispetto dell’ambiente e la ricchezza della
biodiversità. Infatti, ciò potrebbe raffigurare
anche solamente un fenomeno dettato dalla tendenza del
momento, visto il giro d’affari che muove questo
mercato. È bene invece ricordare che l’ecoturismo
minimizza l’impatto delle attività turistiche sulla
natura, sulla cultura locale e sulla società,
valorizzando i luoghi senza sfruttarli.
Fare ecoturismo significa fare scelte responsabili e
consapevoli e proprio questo deve rimanere il principio
imprescindibile della “vacanza
verde”.