Come ogni estate, la Guida Blu di Legambiente stila sua
la classifica delle località balneari meglio attrezzate
sotto il profilo ambientale e ce le segnala con le
famose Vele Blu.
Quest’anno emerge
subito un aspetto molto positivo, ovvero l'aumento delle
località che hanno ricevuto il massimo riconoscimento,
le 5 vele, come anche le 42 località che ne conquistano
4.
Nella guida,
presentata da Sebastiano Venneri vicepresidente
Legambiente, viene dato spazio alle spiagge, alle coste
lacustri, agli hotel certificati ecolabel, ai percorsi
diportistici (novità 2010) e a tutte le bellezze
naturali della nostra penisola che vale la pena
visitare.
Di sicuro sono le
spiagge a costituire l’interesse principale della guida,
ecco in ordine la classifica delle 5 vele:
al primo posto
troviamo Pollica (Sa), insieme alle località costiere di
Acciaroli e Pioppi, in virtù dell'eccel- lente lavoro di
salvaguardia del paesaggio ed ai numero-si progetti di
sostenibilità. In seconda posizione abbiamo invece le
Cinque Terre (Sp), che sconta ancora qualche difficoltà
territoriale in materia di barriere architettoniche, ma
per il quale i comuni interessati hanno posto la loro
attenzione. Il terzo posto se lo aggiudica Ostuni (Br),
in virtù degli interventi realizzati in tema di
sostenibilità, in particolare per la mobilità,
l'ottimizzazione del ciclo dell'acqua ed altri progetti
ben valutati. Proseguendo in quarta posizione troviamo
Capalbio (Gr), in quinta Castiglione della Pescaia (Gr),
in sesta Nardò (Le), in settima l’Isola di Capraia (Li),
in ottava l’Isola di Salina (Me), al nono posto San Vito
lo Capo (Tp) e a seguire fino alla quattordicesima
posizione vediamo Bosa (Or), Baunei (Og), Noto (Sr)
Posada (Nu) e Otranto (Le).
Nella classifica
regionale al primo posto troviamo invece la Sardegna con
3,4 vele di media, seconda la Puglia con 3,2 vele, e la
Toscana al terzo posto con 3,1. A seguire Campania
(2,69), Sicilia (2,63), Abruzzo, Basilicata e Marche
ex-aequo con 2,5 vele di media. La costa migliore è
risultata essere il Tirreno.
Ci sono però anche
dati negativi, infatti nonostante la Guida Blu di
Legambiente affermi che esistono ancora un gran numero
di spiagge pulite, pare che in Italia 224 km di costa
non siano balneabili. A riferirlo è il Ministero della
Salute, secondo cui dei 5.175 km di costa sottoposti a
controllo, sui 7.375 km di costa italiana, 4.969 km sono
effettivamente balneabili, per una percentuale
complessiva del 96%.
È Caserta la provincia
con le coste meno balneabili (solo il 34%), seguono le
province di Rovigo (75%), Napoli (80%), Roma (86%) e
Cosenza (89%). Per quanto riguarda le regioni invece, le
peggiori risultano essere la Campania con solo l’81% di
zona balneabile, il Veneto con il 90%, il Lazio e la
Calabria col 93%, seguono Puglia, Liguria, Friuli
Venezia Giulia e Sicilia col 98%.
Ulteriori novità in
materia di valutazione delle acque partiranno dal
prossimo anno. Secondo la nuova direttiva europea (in
vigore dal 2011) le acque non saranno più valutate
solamente come balneabili o non balneabili ma secondo
quattro classi di qualità: eccellente, buona,
sufficiente e scarsa, solo in quest’ultimo caso verrà
dichiarata la non balneabilità. Anche l’analisi delle
acque sarà molto più attenta e rigorosa, oltre ai
parametri microbiologici, verranno considerati anche
indicatori su cianobatteri, alghe tossiche, fitoplacton
e agenti chimici come residui bituminosi, vetro,
plastica, gomma e altri rifiuti.
Un altro problema che
riguarda i nostri lidi, oltre alla pulizia e alla
balneabilità, è anche la carenza di spiagge aperte agli
animali. Nel periodo estivo questo è un enorme disagio
per chi possiede un cane e desidera andare in vacanza al
mare, spesso si è costretti a lasciare gli animali in
albergo o in apposite pensioni.
La Romagna è la
regione che invece si è confermata al primo posto per il
più elevato numero di spiagge dog free, qui le spiagge
accessibili alle persone e ai cani sono circa 40, segue
la Toscana con una ventina di spiagge dog free
(concentrate soprattutto all’Isola d’Elba) e si continua
con Liguria, Marche, Veneto, Abruzzo e Friuli Venezia
Giulia e tutte le restanti.
In Italia ci sono
oltre 8.000 chilometri di coste e solo 400
chilometri sono costituiti da spiagge aperte anche ai
cani.
Di spiagge adeguatamente attrezzate per ospitare
gli animali ne abbiamo ancora meno, appena 40
chilometri. Questo dato diventa un problema notevole se
si considera che durante il periodo estivo circa 4
milioni di cani seguiranno i loro padroni in vacanza. Ecco perché anche quest’anno è
scattato l’appello ai sindaci delle località marine
affinché venga garantito l’accesso ad almeno il 10%
delle spiagge libere a turisti con cani al seguito.