Già nel 2008
dedicammo un articolo a 360 Green Revolution, il
piano lanciato da Lorenzo Fasola per portare la sua
azienda Monte Vibiano ad essere la prima azienda
italiana ad emissioni zero (cfr. qui). Da fine gennaio -
con certificazione di DNV - Monte Vibiano risulta essere la prima azienda italiana a
zero emissioni. Per capirne di più abbiamo voluto
intervistare Fasola, anima e manager dell’azienda.
Dott. Fasola come e
quando nasce Monte Vibiano?
Bella domanda, difficile
risposta. Monte Vibiano di per sé è un piccolissimo
villaggio, saremo si e no 16 abitanti, che sta sul
cucuzzolo di una piccola collina nel centro dell’Umbria.
Le origini di Monte Vibiano sono del 1° secolo a.C.. Si
narra che Vibio Veldumniano in quell’epoca eresse due
castelli il primo Monte Vibiano dal nome Vibio ed il
secondo, Monte Veldumniano, ora completamente distrutto,
su una montagna ad Ovest Sud Ovest di Monte Vibiano. La
mia famiglia coltiva da tre generazioni vigneti ed
oliveti a Monte Vibiano.
Quando è nata la 360°
Green Revolution e perché?
E’ difficile dare un vero
inizio alla 360 Green Revolution. Non so se lei ha mai
letto “l’uomo che piantava gli alberi”. E’ la storia di
questo personaggio che, appena prima della Prima Guerra
Mondiale in una vallata completamente deserta nella
Provenza, aveva iniziato a piantare alberi non solo sui
suoi terreni, ma ovunque. Gradualmente, nel giro di
dieci, venti, trenta, cinquant’anni aveva completamente
rivoluzionato il paesaggio e soprattutto il sistema
ecologico della zona. Inizialmente il sistema era secco
ed arido, nel corso degli anni si erano formati ruscelli
e boschi. In breve, questa è la storia di quello che
hanno fatto il mio bisnonno prima, mio padre poi ed in
parte molto piccola io. Siamo molto impegnati a
mantenere bello quello che abbiamo, cercando di rovinare
il meno possibile l’ambiente. La Green Revolution a 360°
l’ho chiamata così perché è una rivoluzione verde a 360°
.
Voglio fare una premessa
noi siamo produttori di olio e di vino. L’olio ed il
vino sono i prodotti che in natura assorbono qualsiasi
cosa presente nell’ambiente circostante, l’esempio che
faccio io classico è quello del bicchiere di vino
lasciato in una stanza di fumatori ed un altro bicchiere
di vino lasciato in una stanza pura, se uno torna il
giorno dopo ed annusa i due bicchieri, il vino lasciato
nella stanza dei fumatori ha assorbito tutto il fumo che
lo circondava.
La qualità del prodotto è
sempre stata per mio padre prima, ma per me ancora di
più, un’idea maniacale. Ho sempre pensato che
l’ambiente sia fondamentale tanto per il vino che per
l’olio. Il vino e l’olio si fanno molto di più in
campagna, nelle vigne e negli olivi che in cantina ed in
frantoio.
Anche se abbiamo un
frantoio di ultimissima generazione con spremitura a
21°, abbattimento dell’ossigeno per aumentare i
polifenoli e … insomma una cosa un po’ particolare che
sicuramente aiuta a migliorare la qualità del prodotto
finale. Per me è fondamentale che il prodotto quando
arriva in cantina o in frantoio sia il migliore
possibile e quindi il vino si fa in vigna: per questo
abbiamo cercato di mantenere l’ambiente il più sano
possibile. Ovviamente più alberi e foreste ci sono
intorno alle vigne ed agli olivi migliore sarà il
risultato; noi abbiamo 250 ettari di foreste. Anche
cercare di inquinare il meno possibile fa parte della
strategia di miglioramento della qualità in campo. Già
adesso cerchiamo di muoverci con veicoli elettrici e
mano a mano che arriveranno sul mercato cercherò di
utilizzare solo questi e biodiesel di prima e seconda
generazione. Per ridurre ulteriormente i fattori
inquinanti abbiamo utilizzato i pannelli solari che
generano energia pulita. Grazie alla Green Utility
abbiamo realizzato la prima stazione di ricarica per
veicoli elettrici ad emissioni zero.
Ci faccia capire meglio,
come funziona la cosa?
Per generare energia
elettrica pulita é stato montato un mover, quindi
pannelli solari che ruotano intorno al sole ed un
sistema di accumulo che utilizza pile al vanadio. Così
abbiamo realizzato il primo distributore per veicoli
elettrici a zero emissioni di CO2. Perché il problema
dell’energia solare è l’accumulo. Le batterie al vanadio
sono molto meno inquinanti rispetto a quelle al piombo
(anzi, non inquinano proprio) e la loro perdita di carica è
pari all’1% annuo. Noi le utilizziamo sempre per
ricaricare i nostri veicoli elettrici, quindi la nostra
perdita di energia elettrica è pari a zero e noi siamo a
zero emissioni perché l’energia elettrica che muove i
nostri veicoli viene prodotta dal solare e non dal
petrolio.
Come coniugate il
rispetto per le tradizioni e per la terra con
l’innovazione ?
La cosa fondamentale per
noi è arrivare a produrre vino e olio di altissima
qualità. Per me la qualità è data da questa rivoluzione
verde. La riduzione dell’inquinamento, delle emissioni
di CO2 e l’uso di fertilizzanti inquinanti sono
fondamentali per migliorare la qualità del prodotto in
origine.
Ogni nostra scelta è
finalizzata alla conservazione dell’integrità del nostro
territorio. Ad esempio, nella selezione delle persone
che lavorano per l’azienda cerchiamo sempre persone che
vivano nei dintorni. Persone che possano venire a piedi,
o utilizzare le mountain bike che abbiamo fornito.
Anche se utilizzassero una comune autovettura per gli
spostamenti tra casa e lavoro, la vicinanza ridurrebbe
l’impatto ecologico a pochi minuti al giorno. Un conto è
utilizzare l’auto per pochi minuti al giorno un altro è
come nelle grandi città come Londra dove gli spostamenti
da e per il lavoro possono richiedere anche 3 ore. Nel promo caso si hanno notevoli benefici:
1) l’inquinamento è
nettamente minore;
2) la qualità della vita è
nettamente superiore;
3) è stato calcolato che
ogni persona perde dai 3 ai 5 anni di vita per recarsi
al lavoro nel corso della vita attiva.
Pensa a quanto tempo uno
potrebbe dedicare a se stesso alla famiglia allo sport
se abitasse vicino al proprio posto di lavoro. Forse è un’utopia, ma ipotizziamo che tutte le aziende
assumessero solo lavoratori che abitassero a massimo 2 o
3 minuti di macchina, probabilmente non sarebbe
possibile per i lavoratori già assunti, ma per le nuove
assunzioni sarebbe bello che la prima domanda fosse
“dove abiti?”
Se questa diventasse una
prassi generalizzata il traffico sarebbe infinitamente
minore, non dico che le strade sarebbero quasi vuote, ma
in tanti potrebbero utilizzare la bicicletta o veicoli
completamente elettrici. Ancora adesso il problema degli
spostamenti con i veicoli elettrici è quello di
ricaricare le batterie. Oltre una certa distanza si è
costretti ad utilizzare ancora la macchina tradizionale.
Sentendo parlare Lei,
viene in mente l'azienda di Bunello Cucinelli…
Per me Cucinelli è un
idolo, lo conosco ed ho una grandissima ammirazione per
tutto quello che ha fatto, a Solomeo ha rimesso a posto
tutto il paese, ha curato il teatro, è una persona
molto colta è bravo veramente. Tanto di cappello, ce ne
fossero altri nel mondo come lui. La qualità è un valore
indiscusso.
Sono malato di qualità,
sono proprio malato di qualità. Ad esempio l’olio che
produciamo, la qualità si vede immediatamente. Il tempo,
a differenza del vino non migliora l’olio. Ho una
regola: ogni anno il prodotto ottenuto deve essere
peggiore rispetto a quello che produrrò l’anno
successivo. Devo imparare dalle esperienze. In un lavoro
come il mio la perfezione non esiste, è possibile porsi
sempre traguardi nuovi, avere la possibilità di
migliorarsi è fantastico e stimolante non c’è la
possibilità di annoiarsi.
Il vino è un prodotto
spettacolare, pensi che nel 1998 ho distrutto tutti gli
impianti realizzati da mio padre e mio nonno, per due
anni ho lasciato riposare i terreni lasciando crescere
le normali culture e solo dopo ho piantato le vigne
nuove. La prima produzione è stata nel 2003.
Ogni anno sto vedendo
una crescita della qualità pazzesca, perché il vino è
come un bambino, ed è fantastico vederlo crescere, io
non ho figli, le vigne sono i miei bambini. Ogni giorno
imparo dal nostro enologo e direttore di cantina. Sono
sempre meravigliato da tutte le cose nuove che ci sono
da imparare sul vino. Lo sapete che ci sono 2500 varietà di
elementi che possono influire sulla qualità del vino e
noi esseri umani ne conosciamo solo 50. E’ veramente
bello e affascinante. Il vino secondo noi in altri mille
anni si potrà sempre migliorare.
Anche con l’olio abbiamo
raggiunto un livello di qualità veramente alto. Abbiamo
inventato l’olio monodose per mantenere la freschezza
del prodotto, il nostro olio è sulle tavole dei migliori
ristoranti internazionali. Anche per l’olio c’é sempre
la possibilità di migliorare.
Le aziende più dinamiche
del settore sono caratterizzate da una età anagrafica
bassa, e la sua azienda?
Noi siamo tutti abbastanza
giovani, io sono il più vecchio ho 38 anni, siamo come
una, spero, grande famiglia, non c’è un rapporto di
capo e dipendenti io considero tutti amici o
collaboratori. Questo lavoro mi piace da morire, se mi
dovesse andare male quest’azienda non saprei cosa fare.
Questo è il lavoro più bello che posso fare.
Vi siete messi a produrre
anche Champagne?
La produzione dello
champagne è nata per caso, le compagnie aeree con cui
lavoriamo ci hanno chiesto di predisporre per la prima
classe una carta dei vini globale comprando i vini da
tutto il mondo e completa dello Champagne. In
quest’occasione abbiamo iniziato a produrre con il
nostro marchio.
In realtà noi compriamo le
uve o il succo a seconda delle annate e delle zone,
cercando sempre la migliore qualità. Variamo zona ed
annata perché come nel vino esiste sempre un’annata
migliore ed una peggiore. La standardizzazione del
prodotto di anno in anno la otteniamo attraverso il
nostro “liquor d’expédition” inserito al momento del
degorgement. Lo champagne è più costruito rispetto al
vino di produzione di vigna propria. Lo champagne è il
nostro vezzo, la nostra passione .
Qual è il vostro rapporto
con i consumatori?
Il più diretto possibile.
Abbiamo aperto l’e-shop, e vendiamo solo da li perché
vogliamo dare al consumatore la possibilità di
acquistare i nostri prodotti senza intermediari. Ci sono
due prodotti monodose che sono fantastici, l’olio con il
succo di melagrana e l’olio con l’aceto invecchiato
nelle botti piccole di rovere, sono prodotti molto di
nicchia, chi li assaggia se ne innamora, il che vuol
dire che sulla qualità abbiamo lavorato bene.
A breve vorremo lanciare i
tour enogastronomici a impatto zero, a questo fine abbiamo
appena acquistato 10 jeep elettriche spettacolari, per
mostrare quello che stiamo facendo e per permettere alle
persone di passare alcune ore in un posto incantevole.
Avete tagliato il
traguardo di azienda ad emissioni zero solo con le
vostre forze?
Assolutamente si. La
nostra 360° Green Revolution si basa sulla qualità. Noi
non siamo diventati ecologici perché abbiamo acquistato
le quote, non ho nulla contro chi diventa ecologico
acquistando quote, ma noi siamo produttori di olio e di
vino, il territorio dove noi produciamo deve essere il
più possibile sano ed incontaminato. Se io comprassi le
quote le emissioni verrebbero ridotte altrove e la mia
azienda non ne avrebbe alcun beneficio. Ad oggi la
nostra azienda è a – 700 tonnellate di emissioni di CO2,
ma se io potessi portarla a -2000 tonnellate lo farei.
Con il professor Cotana del Centro Ricerche di Biomasse,
sono alla ricerca di qualsiasi novità da sperimentare
nella nostra azienda; anche se qualcuno di voi ha
qualche idea da sperimentare in azienda è bene accetta.
La nostra azienda non ha finora ricevuto incentivi per
quest’innovazione, ma nei limiti delle disponibilità
cerchiamo di fare il massimo possibile.
Silvio Gentile di
GreenUtilitily - che abbiamo intervistato di recente - afferma che
l’ostacolo più grande che ha incontrato per fare green
economy è stato la burocrazia delle amministrazioni, è
stato così anche per lei?
Come piccola azienda, noi
abbiamo incontrato meno difficoltà di una grande
azienda, siamo stati molto fortunati. E vero, esiste la
burocrazia, ma sta alla bravura delle persone far
funzionare le cose. Se i progetti sono chiari e positivi
come il nostro dove alla fine vincono tutti e non c’è
nessuno che perde i progetti si fanno.
Dott. Fasola la
ringraziamo per il tempo che ci ha voluto dedicare, per
la sua passione ed il suo entusiasmo contagioso.
Continueremo a seguirla.