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Zero Emissioni per Monte Vibiano.
GREENTERNET intervista Lorenzo Fasola
 

GREENTERNET
25/02/2010
 

 

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Già nel 2008 dedicammo un articolo a 360 Green Revolution, il piano lanciato da Lorenzo Fasola per portare la sua azienda Monte Vibiano ad essere la prima azienda italiana ad emissioni zero (cfr. qui). Da fine gennaio - con certificazione di DNV - Monte Vibiano risulta essere la prima azienda italiana a zero emissioni. Per capirne di più abbiamo voluto intervistare Fasola, anima e manager dell’azienda.

Dott. Fasola come e quando nasce Monte Vibiano?

Bella domanda, difficile risposta. Monte Vibiano di per sé è un piccolissimo villaggio, saremo si e no 16 abitanti, che sta sul cucuzzolo di una piccola collina nel centro dell’Umbria. Le origini di Monte Vibiano sono del 1° secolo a.C.. Si narra  che Vibio Veldumniano  in quell’epoca eresse due castelli il primo Monte Vibiano  dal nome Vibio ed il secondo, Monte Veldumniano, ora completamente distrutto, su una montagna ad Ovest Sud Ovest di Monte Vibiano. La mia famiglia coltiva da tre generazioni vigneti ed oliveti a Monte Vibiano.

Quando è nata la 360° Green Revolution e perché?

E’ difficile dare un vero inizio alla 360 Green Revolution. Non so se lei ha mai letto “l’uomo che piantava gli alberi”. E’ la storia di questo personaggio che, appena prima della Prima Guerra Mondiale in una vallata completamente deserta nella Provenza, aveva iniziato a piantare alberi non solo sui suoi terreni, ma ovunque. Gradualmente, nel giro di dieci, venti, trenta, cinquant’anni aveva completamente rivoluzionato il paesaggio e soprattutto il sistema ecologico della zona. Inizialmente il sistema era secco ed arido, nel corso degli anni si erano formati ruscelli e boschi. In breve, questa è la storia di quello che hanno fatto il mio bisnonno prima, mio padre poi ed in parte molto piccola io. Siamo molto impegnati a mantenere bello quello che abbiamo, cercando di rovinare il meno possibile l’ambiente. La Green Revolution a 360° l’ho chiamata così perché è una rivoluzione verde a 360° .

Voglio fare una premessa noi siamo produttori di olio e di vino. L’olio ed il vino sono i prodotti che in natura assorbono qualsiasi cosa presente nell’ambiente circostante, l’esempio che faccio io classico è quello del bicchiere di vino lasciato in una stanza di fumatori ed un altro bicchiere di vino lasciato in una stanza pura, se uno torna il giorno dopo ed annusa i due bicchieri, il vino lasciato nella stanza dei fumatori ha assorbito tutto il fumo che lo circondava.

La qualità del prodotto è sempre stata per mio padre prima, ma per me ancora di più, un’idea maniacale. Ho sempre pensato che l’ambiente sia fondamentale tanto per il vino che per l’olio. Il vino e l’olio si fanno molto di più in campagna, nelle vigne e negli olivi che in cantina ed in frantoio.

Anche se abbiamo un frantoio di ultimissima generazione con spremitura a 21°, abbattimento dell’ossigeno per aumentare i polifenoli e … insomma una cosa un po’ particolare che sicuramente aiuta a migliorare la qualità del prodotto finale. Per me è fondamentale che il prodotto quando arriva in cantina o in frantoio sia il migliore possibile e quindi il vino si fa in vigna: per questo abbiamo cercato di mantenere l’ambiente il più sano possibile. Ovviamente più alberi e foreste ci sono intorno alle vigne ed agli olivi migliore sarà il risultato; noi abbiamo 250 ettari di foreste. Anche cercare di inquinare il meno possibile fa parte della strategia di miglioramento della qualità in campo. Già adesso cerchiamo di muoverci con veicoli elettrici e mano a mano che arriveranno sul mercato cercherò di utilizzare solo questi e biodiesel di prima e seconda generazione. Per ridurre ulteriormente i fattori inquinanti abbiamo utilizzato i pannelli solari che generano energia pulita. Grazie alla Green Utility abbiamo realizzato la prima stazione di ricarica per veicoli elettrici ad emissioni zero.

Ci faccia capire meglio, come funziona la cosa?

Per generare energia elettrica pulita é stato montato un mover, quindi pannelli solari che ruotano intorno al sole ed un sistema di accumulo che utilizza pile al vanadio. Così abbiamo realizzato il primo distributore per veicoli elettrici a zero emissioni di CO2. Perché il problema dell’energia solare è l’accumulo. Le batterie al vanadio sono molto meno inquinanti rispetto a quelle al piombo (anzi, non inquinano proprio) e la loro perdita di carica è pari all’1% annuo. Noi le utilizziamo sempre per ricaricare i nostri veicoli elettrici, quindi la nostra perdita di energia elettrica è pari a zero e noi siamo a zero emissioni perché l’energia elettrica che muove i nostri veicoli viene prodotta dal solare e non dal petrolio.

Come coniugate il rispetto per le tradizioni e per la terra con l’innovazione ?

La cosa fondamentale per noi è arrivare a produrre vino e olio di altissima qualità. Per me la qualità è data da questa rivoluzione verde. La riduzione dell’inquinamento, delle emissioni di CO2 e l’uso di fertilizzanti inquinanti sono fondamentali per migliorare la qualità del prodotto in origine. 

Ogni nostra scelta è finalizzata alla conservazione dell’integrità del nostro territorio. Ad esempio, nella selezione delle persone che lavorano per l’azienda cerchiamo sempre persone che vivano nei dintorni. Persone che possano venire a piedi, o utilizzare le mountain bike che abbiamo fornito. Anche se utilizzassero una comune autovettura per gli spostamenti tra casa e lavoro, la vicinanza ridurrebbe l’impatto ecologico a pochi minuti al giorno. Un conto è utilizzare l’auto per pochi minuti al giorno un altro è come nelle grandi città come Londra dove gli spostamenti da e per il lavoro possono richiedere anche 3 ore. Nel promo caso si hanno notevoli benefici:

1) l’inquinamento è nettamente minore;
2) la qualità della vita è nettamente superiore;
3) è stato calcolato che ogni persona perde dai 3 ai 5  anni di vita per recarsi al lavoro nel corso della vita attiva.

Pensa a quanto tempo uno potrebbe dedicare a se stesso alla famiglia allo sport se abitasse vicino al proprio posto di lavoro. Forse è un’utopia, ma ipotizziamo che tutte le aziende assumessero solo lavoratori che abitassero a massimo 2 o 3 minuti di macchina, probabilmente non sarebbe possibile per i lavoratori già assunti, ma per le nuove assunzioni sarebbe bello che la prima domanda fosse “dove abiti?”

Se questa diventasse una prassi generalizzata il traffico sarebbe infinitamente minore, non dico che le strade sarebbero quasi vuote, ma in tanti potrebbero utilizzare la bicicletta o veicoli completamente elettrici. Ancora adesso il problema degli spostamenti con i veicoli elettrici è quello di ricaricare le batterie. Oltre una certa distanza si è costretti ad utilizzare ancora la macchina tradizionale.

Sentendo parlare Lei, viene in mente l'azienda di di Bunello Cucinelli…

Per me Cucinelli è un idolo, lo conosco ed ho una grandissima ammirazione per tutto quello che ha fatto, a Solomeo ha rimesso a posto tutto il paese, ha curato il teatro, è una persona molto colta è bravo veramente. Tanto di cappello, ce ne fossero altri nel mondo come lui. La qualità è un valore indiscusso.

Sono malato di qualità, sono proprio malato di qualità.  Ad esempio l’olio che produciamo, la qualità si vede immediatamente. Il tempo, a differenza del vino non migliora l’olio. Ho una regola: ogni anno il prodotto ottenuto deve essere peggiore rispetto a quello che produrrò l’anno successivo. Devo imparare dalle esperienze. In un lavoro come il mio la perfezione non esiste, è possibile porsi sempre traguardi nuovi, avere la possibilità di migliorarsi è fantastico e stimolante non c’è la possibilità di annoiarsi.

Il vino è un prodotto spettacolare, pensi che nel 1998 ho distrutto tutti gli impianti realizzati da mio padre e mio nonno, per due anni ho lasciato riposare i terreni lasciando crescere le normali culture e solo dopo ho piantato le vigne nuove. La prima produzione è stata nel 2003.

Ogni anno sto vedendo una crescita della qualità pazzesca, perché il vino è come un bambino, ed è fantastico vederlo crescere, io non ho figli, le vigne sono i miei bambini. Ogni giorno imparo dal nostro enologo e direttore di cantina. Sono sempre meravigliato da tutte le cose nuove che ci sono da imparare sul vino. Lo sapete che ci sono 2500 varietà di elementi che possono influire sulla qualità del vino e noi esseri umani ne conosciamo solo 50. E’ veramente bello e affascinante. Il vino secondo noi in altri mille anni si potrà sempre migliorare.

Anche con l’olio abbiamo raggiunto un livello di qualità veramente alto. Abbiamo inventato l’olio monodose per mantenere la freschezza del prodotto, il nostro olio è sulle tavole dei migliori ristoranti internazionali. Anche per l’olio c’é sempre la possibilità di migliorare. 

Le aziende più dinamiche del settore sono caratterizzate da una età anagrafica bassa, e la sua azienda?

Noi siamo tutti abbastanza giovani, io sono il più vecchio ho 38 anni, siamo come una, spero,  grande famiglia, non c’è un rapporto di capo e dipendenti io considero tutti amici o collaboratori. Questo lavoro mi piace da morire, se mi dovesse andare male quest’azienda non saprei cosa fare. Questo è il lavoro più bello che posso fare.

Vi siete messi a produrre anche Champagne?

La produzione dello champagne è nata per caso, le compagnie aeree con cui lavoriamo ci hanno chiesto di predisporre per la prima classe una carta dei vini globale comprando i vini da tutto il mondo e completa dello Champagne. In quest’occasione abbiamo iniziato a produrre con il nostro marchio.

In realtà noi compriamo le uve o il succo a seconda delle annate e delle zone, cercando sempre la migliore qualità. Variamo zona ed annata perché come nel vino esiste sempre un’annata migliore ed una peggiore. La standardizzazione del prodotto di anno in anno la otteniamo attraverso il nostro “liquor d’expédition” inserito al momento del degorgement. Lo champagne è più costruito rispetto al vino di produzione di vigna propria. Lo champagne è il nostro vezzo, la nostra passione .

Qual è il vostro rapporto con i consumatori?

Il più diretto possibile. Abbiamo aperto l’e-shop, e vendiamo solo da li perché vogliamo dare al consumatore la possibilità di acquistare i nostri prodotti senza intermediari. Ci sono due prodotti monodose che sono fantastici, l’olio con il succo di melagrana e l’olio con l’aceto invecchiato nelle botti piccole di rovere, sono prodotti molto di nicchia, chi li assaggia se ne innamora, il che vuol dire che sulla qualità abbiamo lavorato bene.

A breve vorremo lanciare i tour enogastronomici a impatto zero, a questo fine abbiamo appena acquistato 10 jeep elettriche spettacolari, per mostrare quello che stiamo facendo e per permettere alle persone di passare alcune ore in un posto incantevole.

Avete tagliato il traguardo di azienda ad emissioni zero solo con le vostre forze?

Assolutamente si. La nostra 360° Green Revolution si basa sulla qualità. Noi non siamo diventati ecologici perché abbiamo acquistato le quote, non ho nulla contro chi diventa ecologico acquistando quote, ma noi siamo produttori di olio e di vino, il territorio dove noi produciamo deve essere il più possibile sano ed incontaminato. Se io comprassi le quote le emissioni verrebbero ridotte altrove e la mia azienda non ne avrebbe alcun beneficio. Ad oggi la nostra azienda è a – 700 tonnellate di emissioni di CO2, ma se io potessi portarla a -2000 tonnellate lo farei. Con il professor Cotana del Centro Ricerche di Biomasse, sono alla ricerca di qualsiasi novità da sperimentare nella nostra azienda; anche se qualcuno di voi ha qualche idea da sperimentare in azienda è bene accetta. La nostra azienda non ha finora ricevuto incentivi per quest’innovazione, ma nei limiti delle disponibilità cerchiamo di fare il massimo possibile.

Silvio Gentile di GreenUtilitily - che abbiamo intervistato di recente - afferma che l’ostacolo più grande che ha incontrato per fare green economy è stato la burocrazia delle amministrazioni, è stato così anche per lei?

Come piccola azienda, noi abbiamo incontrato meno difficoltà di una grande azienda, siamo stati molto fortunati. E vero, esiste la burocrazia, ma sta alla bravura delle persone far funzionare le cose. Se i progetti sono chiari e positivi come il nostro dove alla fine vincono tutti e non c’è nessuno che perde i progetti si fanno.

Dott. Fasola la ringraziamo per il tempo che ci ha voluto dedicare, per la sua passione ed il suo entusiasmo contagioso. Continueremo a seguirla.


 


 

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