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H&M e l'invasione del cotone mutante
i vestiti sembrano bio ma il cotone è geneticamente modificato
 

Sandro Zinani
2/8/2010
 

 

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H&M è il colosso della moda svedese che distribuisce in tutto il mondo capi d’abbigliamento per uomo, donna e bambino a prezzi decisamente vantaggiosi. L’azienda svedese sembra nutrire inoltre un particolare interesse per l’ambiente tanto che, a partire dalla primavera 2008 con replica l’anno successivo, propone una collezione di capi d’abbigliamento interamente progettata a partire da cotone biologico. E’ la stessa Margareta van den Bosch, responsabile delle attività di design del colosso svedese a ribadire, nel 2008, durante la presentazione della collezione in fibra biologica sviluppata dal gruppo che “H&M è fiera di offrire vestiti fatti interamente di cotone biologico, anche e soprattutto perché i nostri clienti sono sempre più sensibili alle tematiche ambientali”.

Esatto.                                                                                               I clienti di H&M sono lieti di sfoggiare nelle giornate primaverili vestiti  progettati a partire da cotone biologico.

Succede però che qualche settimana fa viene pubblicata la notizia che il tanto decantato cotone biologico di H&M è in realtà un mutante, un replicante che sembra esser uscito dalla penna di Philip Dick. Sì perché in realtà la fibra che compone la linea di “vestiti bio” di H&M sembra essere composta sì da cotone, ma da cotone geneticamente modificato.

La notizia esplode a gennaio quando l’edizione tedesca del Financial Times rende noto che diversi gruppi europei operanti nel settore della moda – H&M, C&A e Tchibo - utilizzano per le collezioni d’abbigliamento tessuto composto a partire da cotone geneticamente modificato al posto del tanto pubblicizzato cotone biologico. Tutto ha inizio quando vengono resi pubblici i risultati di un'indagine condotta dall’istituto di ricerca tedesco Impetus su diversi campioni di cotone utilizzati nelle collezioni delle suddette aziende. Dalle analisi emerge infatti un dato inquietante: il cotone geneticamente modificato è presente nel 30% dei tessuti analizzati.

Come ha fatto il cotone mutante a finire nei completi primaverili di H&M?

In realtà tutto inizia in India, Paese in cui si concentra la maggior parte della produzione globale di cotone biologico. L’India al momento soddisfa oltre il 50% della produzione mondiale di cotone biologico, nel solo biennio 2008/2009 ha prodotto ben 107.000 tonnellate di cotone a fronte di una produzione globale pari a 175.113 tonnellate, numeri che rendono da soli l'idea del giro d'affari che sta dietro alla produzione e alla esportazione del cotone indiano. Secondo quanto ammesso alla stampa da Sanjay Dave, direttore dell’Authority di controllo sulle attività agricole indiane, la frode scoperta dai laboratori tedeschi non rappresenta un caso isolato ed è molto più estesa di quanto si creda. Sembra che già ad aprile 2009 le autorità indiane avessero sentito puzza di bruciato e, dopo le indagini di routine, avevano deciso di comminare sanzioni pecuniarie agli organismi preposti alla vigilanza dell’industria del cotone.

Nel frattempo, scoperchiato il vaso di Pandora, H&M è corsa ai ripari: il gruppo ha infatti dichiarato di essere venuto a conoscenza tardivamente della frode in atto ed ha quindi ammesso che con tutta probabilità cotone ogm potrebbe essere stato utilizzato nella produzione dei propri abiti.

Preso atto della sostanziale ammissione di colpa da parte del colosso svedese, ci si domanda quanto possa essere difficile da parte di prestigiose firme, come è il caso di H&M, vigilare sulle proprie attività; a fronte di avvenimenti come questi il tanto sbandierato amore per l’ambiente suona,nella migliore delle ipotesi, come l’ennesimo specchietto per le allodole creato per accalappiare clienti e, nella peggiore, come una colossale presa in giro.

Nel mentre non possiamo far altro che aspettare marzo e la consueta presentazione delle linee d’abbigliamento per la Primavera 2010, sperando che, almeno questa volta, si tratti di cotone biologico e non di fibra mutante.

 

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