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Ecospiaggia 2010, peccato non saperlo
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Marina Berardi
10/09/2010
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Il 15 settembre è la data di scadenza della campagna di sensibilizzazione Ecospiaggia 2010.
L’iniziativa, rivolta all'opinione pubblica e ai gestori delle aziende balneari per promuovere una corretta raccolta differenziata dei rifiuti, è stata proposta dal Ministero dell'Ambiente e del CONAI, in collaborazione con Sindacato Italiano Balneari, Assobalneari e Federazione Italiana Imprese Balneari.
Durante l’estate appena trascorsa, l’interessante progetto ha coinvolto tutti gli stabilimenti già attivi nella raccolta differenziata, nella partecipazione ad un concorso per il quale si sono espressi anche i consumatori e i bagnanti.
L'elenco e la descrizione degli stabilimenti, aderenti al concorso, è stato pubblicato sul sito di eco spiaggia 2010 all’inizio della stagione estiva, per consentire ai bagnanti di scegliere quegli stabilimenti balneari che si distinguono per le loro azioni a tutela dell’ambiente, con particolare riferimento alla raccolta differenziata dei rifiuti ai fini del riciclo.
Ed, a partire dal 20 luglio è stata aperta la votazione a tutti i bagnanti e cittadini per inviare giudizi e pareri sulla attività di riciclo dello stabilimento. Il concorso ancora aperto premierà gli stabilimenti più virtuosi nelle pratiche di raccolta differenziata dei rifiuti. I primi 10 bagni più ecologici, valutati attraverso le autodichiarazioni e, in parte, sulla base dei giudizi dei bagnanti, riceveranno una targa e il riconoscimento di Ecospiaggia 2010.
La proclamazione dei vincitori avverrà appunto alla fine di settembre.
L’idea è buona, peccato che quest’estate in spiaggia mi sono domandata spesso perché non fosse possibile buttare la bottiglietta vuota dell’acqua in un contenitore apposito anziché alla rinfusa. In effetti per me è una specie di riflesso condizionato non riesco a buttare la plastica se non nel contenitore ad hoc. Risultato: ho sempre dovuto riportare a casa la bottiglietta.
Dicevo, l’idea è buona, ma sta di fatto che ha ricevuto pochissima attenzione ed una scarsa adesione. Analizzando i dati pubblicati per regione i risultati sono disarmanti, hanno aderito all’iniziativa appena 30 sui 6.500 esercizi presenti in Italia (dato fornito dalla Federazione Italiana Imprese Balneari) .
Viene da interrogarsi sul motivo del fallimento della campagna. Errata o insufficiente comunicazione dell’iniziativa? Campagna “imposta” dall’alto? Scarso o nullo interesse da parte dei gestori? Mancanza di un tornaconto “percepibile” da parte dei gestori?
Noi di greenternet siamo normalmente molto attenti alle iniziative di questo genere e monitoriamo costantemente la rete (e non solo) per essere informati, ma di questa iniziativa non ne abbiamo saputo nulla per tutta l’estate.
Da parte nostra faremo come sempre del nostro meglio per diffondere iniziative come questa, magari se si ripeterà anche la prossima estate, vedremo se con il passaparola riusciremo a coinvolgere altri gestori all’iniziativa.
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