|

Come ogni fine anno sta girando il sondaggio su quale sia la parola che
possa definire meglio il 2008. C'è "recessione", ma anche "rifiuti" o
"yes we can", e, nell'attesa che MY-GREEN diventi la parola chiave del
2009, un'altra parola potrebbe essere la più rappresentativa: Facebook.
Il social network americano nato per ritrovare i vecchi compagni di
classe e per condividere foto è diventato, negli ultimi mesi, una piazza
mediatica che per utenza, più di 4 milioni di iscritti, può fare
concorrenza a qualsiasi media tradizionale. Facebook potrebbe, se usato
in maniera intelligente, diventare un mezzo per la diffusione, clic dopo
clic, della cultura dell'eco-sostenibilità. La comunicazione orizzontale
da molti a molti, la scrittura a più mani, la capillarità sul territorio
degli utenti feisbucchiani, sono una risorsa che ancora è stata poco
sfruttata per la causa "verde".
Che ci sia terreno fertile per propagandare quest'idea lo dimostrano dei
segnali, piccoli, ma significativi, di adesione a quelli che nel social
network si chiamano "gruppi". Funziona così: un utente lancia un’idea,
una proposta, una visione, e chi si trova d'accordo o sulla sua stessa
frequenza, con un semplice clic del mouse aderisce, gratuitamente, ed
essendo tutto in tempo reale, può succedere che l'aumento esponenziale
di queste adesioni vada ad un ritmo velocissimo. Sembra quasi si stia
venendo a formare un nuovo strumento di sondaggi in diretta, alcuni
vengono anche ripresi dai telegiornali, quasi come dei dati ufficiali.
30-40 mila utenti virtuali sono 30-40 mila persone reali, sono in grado
di esprimere una volontà collettiva, di costringere il potere a
parlarne.
Dicevamo prima dell'uso intelligente di FB (questa è l’abbreviazione),
perché naturalmente la componente ludica è notevole: il gruppo Adotta
anche tu un Surfista californiano di 20 anni ha raggiunto i 200.000
iscritti, solo per fare un esempio. Alessio Satta, direttore della
Conservatoria delle Coste della Sardegna ha avuto un'idea: aprire un
gruppo per adottare una spiaggia sarda.
Numerose le adesioni in pochissimo tempo di persone che credono nella
salvaguardia dell’ambiente e che concretamente possono mandare le foto
della spiaggia amata, segnalare eventuali abusi, illeciti, prendersi
cura del litorale materialmente, organizzando gruppi di pulizia,
passeggiate. Insomma organizzarsi virtualmente per agire realmente,
senza filtri burocratici, semplicemente seguendo un’idea e aderendo
spontaneamente.
MY-GREEN crede che greenternet, ovvero l'uso verde della rete, possa
essere una soluzione "dal basso" molto efficace perché fatta da persone
attive e non da enti impersonali, e pensa a tutto quello che di verde si
può adottare su Facebook. Anche solo per far sentire la propria voce su
dei temi importanti. E sogna dei clic sempre più eco-sostenibili.
Se volete che la spiaggia non sia bella solo sul vostro desktop piantate
qui il
vostro ombrellone
|