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Fine della caduta.
Risalire la china.
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Alessandro Nasini
16/11/2009
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Ok, ci siamo: finalmente, dopo cinque trimestri
in caduta libera, l'I.S.T.A.T. ci dice che ne registra
uno positivo per il PIL. Uno 0,6%, nulla per cui
stappare una bottiglia di quello buono, però è già un
segno, una luce debole ma percepibile.
Per chi non ha mai smesso di crederci,
per chi non si è fermato comunque, per chi si è rotto la
testa per sfangarla in questi mesi e per chi ha rotto il
porcellino per arrivare a fine mese è il momento di
lasciarsi andare a cinque minuti di ottimismo. Ok
d'accordo, il PIL non dice tutto, ma dice nero su
bianco.
Ora però viene il bello, o meglio la parte più dura.
Perché se abbiamo smesso di scivolare verso valle, ora
c'è da risalire la china, una china ripida e scivolosa.
Come si riparte dopo una scivolata?
Senza paura, ma facendo bene attenzione a dove si
mettono i piedi. Tradotto per la situazione attuale:
partendo dal punto in cui ci si trova, facendo
affidamento sulle risorse disponibili, facendo ben
attenzione a non fare il passo più lungo della gamba.
Piccoli passi dunque, in una direzione precisa e
cercando di ottimizzare tempi e risorse.
La prima risorsa è il risparmio, ed in vari articoli
parleremo di come e quanto risparmiare con intelligenza.
La seconda risorsa è la creatività, tanto più in un
paese come l'Italia che di risorse ne ha poche di quelle
che si trasportano con camion ed autobotti ma a iosa di
quelle immateriali.
E' arrivato il momento di parlare seriamente di
innovazione e di farlo senza preconcetti e riempiendoci
la bocca di frasi fatte. Non dobbiamo trovare modi nuovi
di estrarre da un sottosuolo povero di tutto, ma di
valorizzare intelligenze ed intelletti dei quali invece
siamo ben ricchi.
La valorizzazione di queste intelligenze parte dalla
possibilità di far circolare idee ed informazioni,
favorire la condivisione e l'interazione tra le persone
mediante strumenti di comunicazione efficienti. Oggi
questa possibilità si chiama Internet e rappresenta
l'investimento a più basso costo e più altro rendimento
che un paese possa fare. Un Internet che arrivi ovunque,
in un qualsiasi modo, senza discriminazioni. E senza
sensazionalismi: prima degli annunci dei 100Mbit per
qualcuno, puntiamo ai 2Mbit per tutti.
L'intelligenza si coniuga nel lavoro, come diritto e
come dovere. Oggi di barriere che ne sono troppe e vanno
superate con forme nuove di "patto" tra le persone,
riportando le persone al centro dell'attenzione e
facilitando in ogni modo, anche a rischio da parte dello
Stato di "perdere il controllo", lo sviluppo e la
nascita di imprese competitive. I modelli li abbiamo,
molti li abbiamo inventati noi italiani, dobbiamo forse
solo riscoprirli migliorandoli.
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