Abi:
luci ed ombre sulla moratoria per le famiglie
E’ passato circa un mese da quando abbiamo
provato a tracciare un profilo delle banche di fronte alla
crisi economica ed ecco che l'Abi, Associazione bancaria
italiana, annuncia sul finire di ottobre che a partire da
gennaio 2010 sarà possibile sospendere o dilazionare il
pagamento dei mutui per quei nuclei familiari che hanno
difficoltà ad arrivare alla fine del mese.
L'annuncio è arrivato per bocca dello stesso Corrado
Faissola, presidente di Abi, che ha specificato che la
misura è rivolta principalmente a quei soggetti che hanno
perso il posto di lavoro, che sono entrati in cassa
integrazione o che hanno registrato la cessazione della
propria attività di lavoro autonomo.
Nel dettaglio, secondo gli analisti usufruiranno di questo
piano circa 110 mila famiglie italiane per un valore
complessivo di 8 miliardi di mutui erogati.
L'annuncio è stato accolto positivamente dalle associazioni
dei consumatori che da tempo chiedevano al mondo bancario un
intervento a tutela delle famiglie maggiormente esposte
dalla crisi economica. Sulla stessa lunghezza d'onda si sono
quindi espresse le associazioni di volontariato tra cui la
Caritas che ha evidenziato come la scelta maturata dall’Abi
riuscirà a dare maggiore sicurezza alle famiglie in un
momento così delicato come quello che l'Italia sta
affrontando in questi mesi.
Ora rimane da capire la motivazione di fondo che ha spinto
l'Abi verso questa decisione. Non è infatti ascrivibile al
mero altruismo una manovra di questo tipo e forse si
potrebbe leggere questo annuncio come un passo obbligato dal
momento che diversi istituti di credito hanno già dato
vita autonomamente ad agevolazioni simili nei confronti
delle famiglie in difficoltà.
Il senatore Giulio Andreotti amava ripetere "a
pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca"
ed allora si potrebbe dire che magari l'Abi ha deciso di
tendere la mano nell'attesa di tempi migliori e di un più
proficuo periodo di vendemmia. Nel frattempo le famiglie con
l'acqua alla gola si consolino ma incrocino le dita; se
infatti tra 12 mesi, terminata la moratoria, si registrerà
una corsa al rialzo dei tassi di interesse sui pagamenti,
ecco: allora sì che saran dolori!