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Quello della mobilità è un aspetto cruciale per un approccio
ecosostenibile a 360°. I mezzi di trasporto, sia quelli pubblici che
privati, ancora non sono stati ripensati in un'ottica di ottimizzazione
per quanto riguarda il rapporto persone/mezzi, tradotto in parole povere
vediamo spesso macchine con una sola persona con evidenti sprechi di
carburante e inquinamento gratuito.
MY-GREEN aveva già trattato
l’argomento sotto due aspetti: dal carpooling, cui in America hanno
dedicato una sitcom (art. 161), a quello del classico autostop (art 209),
dove veniva profetizzata una reinvenzione del classico autostop, con
l’aggiunta di un segno di riconoscimento per gli hitchikers.
L'idea era
nell’aria, perché a Trento è partito un progetto che almeno sulla carta
potrebbe funzionare: si tratta di un autostop a pagamento, già
sperimentato l’anno passato con risultati più che soddisfacenti.
Ma come
funziona l’autostop a pagamento nella pratica, quali sono per citare
Roger Waters i “pro e contro dell'autostoppismo ? Il progetto, frutto
della collaborazione tra il sito www.jungo.it e la provincia di Trento,
prevede come primo step l’iscrizione al servizio sul sito di jungo. Una
volta ricevuta una “card” dal colore rosa, che certifica la buona fede
dell’autostoppista (fedina penale pulita per citare uno dei controlli di
sicurezza) basterà mettersi sul ciglio della strada e sventolare la
tessera, tradotto: cerco un passaggio secondo questa direttrice di
marcia, sono di Jungo (e quindi sono sicuro), voglio pagare”.
Una volta
che un conducente si ferma per dare un passaggio riceverà subito una
quota fissa di 20 centesimi più 10 centesimi a chilometro. Sul fattore
sicurezza Jungo insiste molto, anche perché è stato proprio il classico
“ma ti fidi a salire/dare un passaggio ad uno sconosciuto” a determinare
la fine del classico autostop. Citando dal sito
La sicurezza si attua su tre diversi livelli:
1. il controllo ‘a monte’ dell’affidabilità dell’utente;
2. il tracciamento del passaggio
3. le "istruttorie" mirate (sulla base delle segnalazioni telefoniche)
Per quanto riguarda il tracciamento del passaggio “Al momento di ciascun
imbarco, ogni utente può aumentare il grado di sicurezza, mettendo Jungo
e l'autorità di polizia in condizione di conoscere "chi (e a che ora)
era con me". Il "tracciamento imbarco" è un’operazione molto rapida
(circa 15 secondi), resa disponibile a chiunque voglia imbarcarsi con un
estraneo (anche in un autostop tradizionale).Si tratta di inviare un
sms a Jungo (in rubrica al nome "J" memorizzare: 320-2043040), mettendo
nel testo "319" seguito dal "nome d'imbarco" del compagno di viaggio (è
ben visibile nella sua tessera) o da un identificativo qualsiasi (numero
carta d'identità o patente o nome e cognome). Il sistema riconosce il
chiamante perché ne possiede il numero di cellulare, e riconosce il
"segnalato" grazie ai dati inseriti nel sms”.
Insomma fidarsi è bene ma
non fidarsi è meglio. Tutto questo succede a Trento, e questa è sicuramente
una delle modalità che in futuro saranno in grado di rendere più
sostenibile la mobilità.
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