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Il 5° Forum Mondiale dell'Acqua, si è svolto ad Istanbul dal 16 al 22 marzo 2009 ed ha riunito
25.000 partecipanti con delegati da 155 paesi per discutere il problema
dell'"Oro Blu".
L'analisi della situazione idrica, presentata in parallelo al Forum nel
Rapporto delle Nazioni Unite, è a dir poco allarmante. Otto
milioni di decessi l'anno sono attribuibili
alla mancanza di acqua e di servizi igienici; l'accesso all'acqua
potabile è "limitato" o inesistente per circa 2 miliardi di uomini, 2,6
miliardi di persone hanno problemi igienico-sanitari, circa 4.000 bambini
muoiono ogni giorno a causa della mancanza di acqua, inquinamento dei
corsi d'acqua e delle falde del sottosuolo. Se la situazione attuale è
questa, le previsioni delle Nazioni Unite per gli anni a venire sono
a dir poco angoscianti: nel 2030 la metà della popolazione mondiale sarà
assetata.
I lavori del Forum si sono chiusi, come
spesso succede in questi casi, con la sottoscrizione di un documento
finale nel quale viene sottolineata l'urgenza nell'affrontare e
combattere il problema idrico; viene riconosciuto il diritto
all'«accesso» ed al «miglioramento delle condizioni igienico-sanitario»,
per muovere un importante «passo verso la diminuzione in tutto il mondo
dei decessi legati alla scarsità d'acqua».
Nonostante la settimana di lavori,
l'impegno organizzativo profuso, gli ingenti costi sostenuti, l'impatto
ambientale del Forum, non c’è stato accordo su un tema
fondamentale, reclamato a gran voce dalle molte Organizzazioni Non
Governative presenti così come da alcuni delegati: l’acqua non è un
diritto riconosciuto ma unicamente «un bisogno fondamentale».
Un risultato per molti versi
insoddisfacente, sebbene in qualche modo prevedibile. Il forum è
organizzato dal World Water Council, un'istituzione privata legata a
Banca Mondiale ed ai "potenti della terra". E ne segue le logiche. Nel
documento finale si pone in evidenza l'uso dell'acqua per la produzione
di energia idroelettrica grazie alla realizzazione di nuove immense
dighe (n.d.r. tra le quali una importantissima proprio in Turchia) il
cui impatto sul territorio è risaputo.
Nel corso dei lavori è da segnalare
l'intervento del direttore generale della Fao Jacques Diouf, che
ha affermato che il futuro dell'acqua negli anni a venire è
nell'agricoltura. L'agricoltura assorbe il 70% del fabbisogno totale di
acqua, per produrre il cibo necessario a soddisfare il nostro fabbisogno
giornaliero ne occorrono 3.000 litri. La sfida è lì, come
sottolineato anche dal segretario generale delle Nazioni Unite Ban
Ki-moon in occasione della Giornata Mondiale dell'Acqua. "È
la nostra risorsa naturale più preziosa. Più che mai dobbiamo quindi
lavorare insieme per farne un uso sensato. Il nostro futuro collettivo
dipende dal modo in cui gestiamo questa risorsa preziosa e limitata."
Il dubbio sull'efficacia di questi Forum planetari viene sempre.
L'impressione è che siano per addetti ai lavori, che si muovono in massa
da tutto il mondo per raggiungere una determinata location, con un
impatto ecologico altissimo... e
che
forse potrebbero raggiungere lo stesso risultato utilizzando altri
mezzi. Se non altro nel caso del 5° World Water Forum, per la prima
volta è stata predisposta la "Green Forum Initiative". Una guida su come
ridurre al massimo l'impatto sull'ambiente della partecipazione al
forum.
Che sia un nuovo inizio?
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