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Ogni prodotto che compriamo ha un suo impatto sull'ambiente, conta come
e dove viene prodotto, come viene inscatolato e quanti km deve fare per
arrivare a destinazione.
Chi è attento all'ambiente, si è accorto da diverso tempo di quanto sia
assurdo mangiare pere biologiche, se queste pere devono arrivano
dall'Argentina. La merce che percorre lunghe distanze, avrà una
impronta ecologica consistente anche se proviene da coltivazioni
biologiche.
Preoccupati sempre di più dagli effetti del riscaldamento globale, i
progetti di compensazione di CO2 stanno crescendo esponenzialmente.
Scrittori, musicisti, organizzatori di eventi e aziende, in molti hanno
ormai adottato il marchio Impatto Zero. Ogni azione, viene compensata
piantando un numero di alberi che assorbiranno una quantità di anidride
carbonica pari a quella che abbiamo prodotto.
Il mondo delle etichette "verdi" è ancora abbastanza fumoso, ed è
importante lavorare sulla trasparenza. In Inghilterra, dall'anno scorso,
molti prodotti riportano il disegno di un aeroplanino, come segnale del
loro alto impatto. Purtroppo, la faccenda non è sempre chiara, alcuni
prodotti hanno una CO2 minore se coltivati in paesi caldi e poi spediti
via aerea, piuttosto che fatti crescere in serre riscaldate nei paesi
del nord.
Pochi giorni fa, la società tedesca eFormic ha lanciato in California un nuovo progetto
per rendere più trasparente l'etichettatura relativa all'impatto
ambientale.
"The CO2code initiative" (i.e. l'iniziativa del codice
CO2) funziona in questo modo: grazie ad un codice a barre apposto sul
prodotto, il consumatore accedendo al loro sito ed inserendo la sequenza
numerica potrà sapere quanta CO2 ha creato quel prodotto e con progetto verrà compensata.
L'idea è interessante, anche se mi piacerebbe vedere più attenzione da
parte delle aziende a tutti gli aspetti della produzione,
piuttosto che sapere che possono scaricarsi la coscienza e farsi belle
acquisendo un simpatico logo da apporre ai loro prodotti. D'altro canto
bisogna anche sapersi accontentare, e allora ben venga la compensazione
e il codice CO2. |