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Alzi la mano chi di noi non si è sentito solo tra le quattro mura
domestiche. Chi non ha sognato una realtà diversa, una casa più bella,
magari in campagna ma non isolata, con una grande giardino dove i nostri
bambini possano giocare con altri bambini, e dove gli anziani non si
sentano soli.
Una realtà dove si conoscono i propri vicini, dove ci si aiuta e ci si
fa compagnia. Ma anche una realtà che diminuisce le spese, che divide il
costo della baby-sitter, che riduce le spedizioni al supermercato
facendo i turni.
Un modo di vivere più gratificante e anche più verde. Questo è il Cohousing.
Scacciate dalle mente quelle immagini di comunità hippy, con le coppie
aperte e le stanze sempre troppo fumose.
La coabitazione è cambiata, non
è più fatta da idealisti o santoni illuminati, ma da giovani
professionisti che si sono resi conto di quanti vantaggi ci siano nel
condividere.
Nata sul modello di comunità sviluppato in nord Europa negli anni '60, il Cohousing
(dall' inglese vivere insieme) è diventato l'esempio di come si possa vivere in maniera più sostenibile sfruttando al meglio le nostre
potenzialità.
Spesso si lavora insieme al recupero di edifici abbandonati, che vengono
ristrutturati secondo i modelli di risparmio energetico e divisi per
ospitare più famiglie, ognuna con una abitazione indipendente. Alcuni
spazi vengono riservati per un uso comune, come laboratori
artistici, spazi per i bambini, orti, palestre.
I progetti di coabitazione sono molto attivi sopratutto al nord.
Nel 2006 a Torino nasce
CoAbitare, associazione creata da una quindicina di persone con
esperienze diverse, dalla progettazione architettonica al marketing.
L'associazione ha lo scopo di presentarsi alla Pubblica Amministrazione
e ai cittadini come promotrice e realizzatrice di un modello di vita
alternativo.
Sempre in Piemonte, c'è l'
Associazione CoHabitare nata dall'esperienza di un imprenditrice
ambientalista che crede nella coabitazione come importante modello di
sviluppo sostenibile nella tutela dell'ambiente. Ai progetti delle
piccole comunità si affiancano esperti di eco-sostenibilità per la
creazione di nuclei ad impatto minimo.
Intorno a Milano è in fase di realizzazione
Urban Farm,
primo progetto di fattoria urbana che applica i principi della
condivisione.

Urban Farm è un condominio che ospiterà circa 30 famiglie caratterizzato
da grandi orti serra co-gestiti, che dovrebbero provvedere almeno al 50%
del fabbisogno di frutta e verdura delle famiglie.
Questo progetto, sostenuto da Legambiente Lombardia e realizzato nella
zona di Lambrate, ha come scopo la riqualificazione del territorio e la
realizzazione del primo esempio di città sostenibile.
Il
sito
cohousing.it, oltre alla Urban Farm ospita progetti con
caratteristiche diverse. Le
Corti di Nerviano,
sono tre corti medievali alle porte di Milano, che grazie ad un attento
recupero saranno in grado di ospitare quindici famiglie.
Per chi fosse interessato ai progetti nella zona di Bologna si può
consultare il blog
E'/Co-housing, dove si trovano annunci e richieste di possibili
coabitazioni.
A parte i numerosi vantaggi della coabitazione di cui abbiamo parlato,
importante è sottolineare che il prezzo di queste abitazioni è molto
economico e anche se le riunioni di condominio ci hanno sempre dato il
mal di stomaco, forse in questi casi i pro superano i contro.
Per chi non si sentisse ancora pronto, ma volesse approfondire
l'argomento, sul sito di
Edizioni AAM Terra Nuova si può ordinare il libro "Cohousing e
Condomini Solidali" di Matthieu Lietaert. Oltre alla guida, troviamo
incluso un dvd che racconta le esperienze europee più importanti in
materia di coabitazione. Guarda il trailer del documentario su
http://notsocrazy.net/trailer_italiano.html
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