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Il binomio "palestra + verde" non vi deve far pensare ad attrezzi
in bambù tenuti insieme da lacci in gomma naturale: l'eco-fitness
ci avvicina all’ecologia a colpi di cyclette grazie all'autoproduzione
di energia pulita.
Si basa sul principio della dinamo, che consiste nel trasformare in
elettricità l’energia prodotta da un movimento meccanico. Grazie a
Lucien Gambarota
questo concetto ha fatto il suo ingresso in palestra, perché ha
costruito un impianto per ricavare elettricità dall’attività fisica di
chi si sta allenando. Il sistema finora è stato sperimentato con le
cyclette, ma è applicabile anche alle altre attrezzature ginniche ed unisce
i benefici fisici e mentali dell’attività sportiva alla salvaguardia
della natura.
Ai macchinari sono collegati esternamente un generatore, che converte l’energia cinetica in elettricità, e delle
batterie destinate a raccogliere quanto prodotto. Gli attrezzi così si
autoalimentano e possono anche essere collegati al sistema di
distribuzione elettrica della palestra, per contribuire al fabbisogno
energetico della struttura. Al
California Fitness di Hong Kong, dove è installato l'impianto di Gambarota, hanno calcolato che durante un’ora di esercizio
moderato una persona è in grado di produrre all’incirca 50 watt. Quindi
se una persona corresse ogni giorno per un’ora su un tapis roulant,
quanta energia sarebbe in grado di produrre? Senza che prendiate la
calcolatrice, è stato quantificato in 18,1 Kw/h che, in un anno,
equivarrebbero alla mancata emissione di 4.380 litri di CO2! Questi sono
i gas che deriverebbero dalla produzione dell'elettricità, che oggi
avviene principalmente con la lavorazione dei combustibili fossili.
Anche chi dice che correre sul tapis
roulant non ha senso perché non porta da nessuna parte, prossimamente
potrà farlo pensando che, mentre fa esercizio, aiuta la sua salute e
quella della Terra. |