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Provate ad immaginare di veder posare oggi la prima pietra di casa
vostra ed andarla ad abitare tra meno di sessanta giorni. Provate ora ad
immaginare che per scaldare la vostra nuova casa bastino 600 Euro
l'anno anziché 2.000. Ora battete sul muro della vostra nuova casa e
scoprirete che non è fatta di mattoni ma di legno. Oddio, e se
scoppia un incendio?
Intanto chiariamo un punto: se scoppiasse un incendio, la vostra
attuale casa fatta di cemento armato, mattoni e ferro non
reggerebbe più a lungo di una moderna casa prefabbricata il
legno e comunque, dopo un malaugurato incendio anche modesto non
ne fareste granché. Comunque meno che con una casa in legno
costruita con criteri moderni. Difficile da credere, ma prove
scientifiche alla mano questo è.
Messi da parte allarmismi e malauguri, il fatto importante è che
molte delle soluzioni per l'abitazione più interessanti del
momento, sotto il profilo della sostenibilità e dell'ecologia,
sono costruite in legno. Certo, non il legno massello di cento
anni fa, ma materiali compositi, tecnologicamente
all'avanguardia. Al posto di una parete di mattoni da sessanta
centimetri, trenta o meno di legno, fibre isolanti, membrane
tecniche. Nessun trave di castagno quindi, ma legno lamellare di
prima scelta.
I costi di realizzazione? Una frazione di quelli dell'edilizia
convenzionale, grazie a tempi di realizzazione inferiori anche
dell'ottanta per cento. La qualità dell'abitare? Molto alta,
grazie a proprietà di isolamento termico ed acustico superiori e
soluzioni tecniche impensabili per una costruzione realizzata
con cemento e mattoni, come impianti di areazione canalizzata e
riscaldamento a parete.
Ma allora, se ci sono così tanti vantaggi, perché in Italia
questo modo di progettare e costruire è così poco diffuso? Le
ragioni sono tante e varie ma tra le principali c'è sicuramente
una mancanza di cultura della prefabbricazione. Va bene un
viadotto, va bene un auditorium, ma quando pensiamo all'edilizia
residenziale il modello resta quello della palazzina degli anni
'60 e '70. Cosa è cambiato da allora nel modo di costruire? Poco
o nulla. Certo ci sono gli intonaci pronti, i mattoni non sono
più quelli fatti a mano e nell'impiantistica c'è più plastiche e
meno metalli. Per il resto, non c'è da emozionarsi.
Eppure,
in giro per il mondo e neppure così lontano, esempi di questo
nuova edilizia ci sono e riscuotono grandi consensi. Ne citiamo
uno tra i più recenti, Oxley Park dello studio
Rogers Stirk Harbour Partners.
Questo progetto ha meritato il premio del RIBA (il Royal
Institute of Britain Architects) per le caratteristiche di
innovazione e la qualità del risultato raggiunto. Architetture
che oltretutto consento di fruttare l'illuminazione naturale
realizzando ambienti particolarmente confortevoli.
L'intervento è realizzato con pannelli a piena altezza su cui
sono stati appoggiati solai e coperture, che ospitano a loro
volta l'impiantistica per gli scambiatori di calore e la
ventilazione naturale.
Certo soluzioni molto diverse da quelle che siamo abituati a
vedere da noi, specialmente nelle zone di espansione delle
grandi città, e di tutt'altra qualità. |