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Cosa sono 2 gradi? Tanto? Poco? Come al solito dipende da cosa indicano. Probabilmente 2 gradi rappresentano una variazione e non un valore
assoluto.
Un
bambino con una temperatura corporea di 36,5°, sta benissimo, con 38,5°
decisamente meno. Un errore di 2° su una rotta, ti porta fuori strada e
non di poco. La piacevolezza del bagno cambia al variare di due
gradi della temperatura dell'acqua. Due gradi di differenza nel riscaldamento (19° anziché 21°)
sono quasi impercettibili in termini di sensazione di benessere. Quando
la temperatura esterna è di 35° e noi puntiamo il condizionatore a - 4°
abbiamo una sensazione di benessere, se scendiamo a - 6° il benessere
aumenta, se scendiamo di altri 2 gradi stiamo una favola con la
temperatura primaverile, anziché la canicola estiva. Poi arriva qualcuno
da fuori e finisce pallido pallido sulla prima sedia perché il salto
termico è stato troppo forte ed ha avuto uno sbalzo di pressione.
Noi in
fin dei conti cosa abbiamo fatto? Abbiamo variato di 2 gradi! Quanto
valgono questi 2 gradi?
Nel caso
del riscaldamento, valgono all'incirca il 14% di consumo di
combustibile, l'uno per l'altro. Nel caso del raffreddamento valgono
ancora di più. Se in piena crisi energetica di un paio di anni fa, a
fronte della paura della chiusura dei gasdotti dalla Russia, c'era stata
la raccomandazione di abbassare i riscaldamenti nelle case a 19-20°,
nulla viene detto in estate, ma in ultima analisi la fonte di energia
utilizzata è la stessa.
Qualcosa
si è mosso quest'estate, con un certo eco, ricordiamo
infatti l'iniziativa del premier giapponese Koizumi di
presentarsi in ufficio senza giacca, e di pretendere che i collaboratori
facessero altrettanto che ha fatto il giro di tutti i notiziari. Molto
meno eco ha avuto la decisione di Paolo Scaroni che in
ENI
ha deciso di adottare un abbigliamento informale nei propri uffici.
Senza cravatta e con 2 gradi in più l'ENI ha potuto risparmiare tra il 9
ed il 18 % di energia consumata.
Il
processo di riscaldamento del pianeta sta modificando l'andamento delle
temperature medie, alla nostra latitudine fa si che a metà ottobre si
giri in maglietta ed i primi bagni al mare si facciano i primi giorni di
maggio. Non è poi apparentemente così grave, no? Perlomeno sul
riscaldamento degli edifici si risparmia.
Ma cosa
succede a latitudini differenti? Nelle zone sub-tropicali e
sub-sahariane? Gli stessi 2 gradi in quelle aree hanno effetti
devastanti. L'aumento della temperature di 1 o 2 gradi porterà ad una
diminuzione dei raccolti tra il 10 ed il 20% nell'arco di dieci anni.
Questo fenomeno in zone dove le risorse sono scarse e spesso
insufficienti, acuirà i già gravi problemi di
malnutrizione delle
aree
più svantaggiate.
Non sono
certa che il riscaldamento del pianeta sia tutto colpa nostra, neppure
che le azioni che possiamo singolarmente intraprendere possano avere
grande efficacia.
So per
certo che sono disposta a soffrire un po' di caldo d'estate ed a mettere
un golf in più in inverno (anche due) estate per ridurre il mio impatto
termico. Mi fa sentire più buona e più cosciente, se questo non fosse
sufficiente il sapere di avere a disposizione il 10% della mia spesa
annuale per il riscaldamento e raffreddamento per fare altro mi riempie
di soddisfazione.
A
prescindere da tutto credo che queste risorse possano essere impiegate
meglio sia a livello di singoli che di organizzazioni, nell'interesse di tutti dobbiamo ripensare il nostro modo di vivere,
adottando nel nostro quotidiano quei, alla fine piccoli accorgimenti,
che, tutti insieme possono modificare sensibilmente il nostro impatto.
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